Causa di divorzio. I coniugi devono consegnare le password di Facebook

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Sono in palio la casa e i bambini. Il giudice ordina ai coniugi di condividere le password di Facebook e dei siti di incontri per smascherare eventuali imbrogli online. Molti pensano che questa sentenza abbia superato un limite invalicabile che è quello della privacy online.

Quando si decide di porre termine al matrimonio, è possibile iniziare a parlare male dell’ex coniuge online oppure nella vita reale, o addirittura iscriversi a siti di incontri online. Potrebbe sembrare semplice normalità finché le impostazioni rimangono private e le cose vengono dette discretamente. Tuttavia, ciò che si considera privato non è cosi’ privato con una recente sentenza di un tribunale..

Kashmir Hill di Forbes segnala il caso di una giovane coppia decisa a separarsi.  Stephen guardava il profilo Facebook della moglie trovando prove che lo avrebbero aiutato nella causa di divorzio. Gary Traystman, l’avvocato del marito, chiedeva poi la password per comprendere cosa aveva detto e avesso fatto la moglie online  per costruire il suo caso. Il giudice accoglieva la richiesta ordinando alle parti di presentare le loro password.

Il caso esplodeva quando la moglie,  terrorizzata da ciò che avesse potuto trovare e utilizzare il marito contro di lei, mandava un sms a un amico chiedendogli di eliminare qualche informazione da questi siti. Tuttavia, quando il giudice scopriva l’inganno, ordinava alle parti di non rimuovere alcun dato online. C’erano altre condizioni a questo ordine, però. Anche se entrambe le parti potevano accedere agli account, non potevano alterarli o inviare informazioni sotto il nome dell’altra persona.

Il marito sostiene di aver trovato informazioni relative all’incapacità della moglie di prendersi cura dei figli, dice che queste informazioni erano importanti per il loro caso. Anche con queste restrizioni, molti pensano che questa sentenza abbia superato un limite invalicabile che è quello della privacy online.

La vera domanda è : “Dove è il confine?” Se è possibile richiedere le password della controparte in una causa di divorzio, non c’è nulla di privato. Se si passa attraverso un divorzio, è normale sfogarsi e i Social Network potrebbero diventare la prima scelta per uno sfogo personale con gli amici. Come si fa a distinguere una confessione grave da quello che è un semplice sfogo online ?

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