Facebook. Dalla politica dell’opt-out a quella dell’opt-in

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Secondo il quotidiano New York Times e Wall Street Journal, il più grande Social Network del mondo sta raggiungendo un accordo con la Federal Trade Commission (FTC) che soggetta l'azienda a 20 anni di "audit sulla privacy." Una punizione quasi identica è stata inflitta a Google per "pratiche ingannevoli sulla privacy" quando annunciava la rete sociale Buzz.

Opt-in o Opt-out ? Questo è il problema ! Facebook adora l’opt-out, termine attraverso cui ci si riferisce ad un concetto della comunicazione commerciale diretta, secondo cui il destinatario ha la possibilità di opporsi ad una novità oppure ad una funzione. In mancanza di tale opposizione e in virtù di una sorta di silenzio-assenso, il Social Network solleva qualsiasi responsabilità sulla condivisione delle informazioni in pubblico. L’utente deve rimanere aggiornato ed è compito dell’utente modificare le impostazioni della privacy disabilitando la condivisione pubblica delle informazioni.

E’ una politica che non è mai piaciuta ai gruppi che si battono per la privacy e, due anni dopo aver sporto denuncia contro le politiche di Facebook definendole ingannevoli, hanno trovato qualcuno che gli dia ascolto. La Federal Trade Commission, agenzia indipendente del governo degli Stati Uniti fondata nel 1914 la cui missione principale è la promozione della tutela dei consumatori e l’eliminazione e la prevenzione di ciò che percepiamo come pratiche anti-concorrenziali, sta raggiungendo un accordo con il Social Network. Facebook deve ottenere il consenso da parte degli utenti se intendono apportare delle modifiche retroattive. Come parte dell’accordo, raggiunto grazie ad una denuncia sporta dall’Electronic Privacy Information Center, Facebook deve sottoporsi a controlli sulla privacy per 20 anni.

Zuckerberg, il fondatore e amministratore delegato, ha replicato dicendo che gli utenti inseriscono volontariamente i loro dati personali su Facebook, a differenza di altri giganti Internet e reti pubblicitarie. Si riferisce alla rete di Google ? Poco importa se Zuckerberg non è d’accordo. La novità è retroattiva e qualsiasi novità o funzione del Social Network sarà OPT-IN.

Potrebbe essere il problema più piccolo. Le autorità tedesche hanno detto questo Giovedi’ di voler prendere in considerazione una multa al Social Network per aver ignorato una scadenza sulla tecnologia di riconoscimento facciale. Si dice che la funzione non sia conforme al diritto tedesco, perché gli utenti non possono disabilitare il riconoscimento facciale. Facebook ha replicato dicendo che qualsiasi azione legale è completamente inutile e la funzione dei suggerimenti è compatibile con la normativa comunitaria sulla protezione dei dati. Chi ha ragione ?

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